GUIDA GEOLOGICA DELL’ASPROMONTE Nuovi progetti e nuove idee per un linguaggio geologico più comprensibile

di Christian Beatino

Lunedì 6 marzo, durante il Convegno intitolato “Il Patrimonio geologico del Parco Nazionale dell’Aspromonte, dalla conoscenza alla valorizzazione”, presso la residenza universitaria dell’Università Mediterranea a Reggio Calabria, il professore ordinario di Petrografia applicata e Georisorse Antonino Pezzino (dell’Università di Catania) ha illustrato i caratteri generali della sua “Guida Geologica dell’Aspromonte”.
Durante il convegno, tenutosi in vista della candidatura alla rete mondiale dei Geoparchi UNESCO, il professore ha riferito grande entusiasmo nei confronti dell’Aspromonte. «Con la Calabria e l’Aspromonte ho un forte legame – ha dichiarato Pezzino – ho studiato il suolo calabrese sin dagli anni ’60, molto l’interesse scientifico per il nostro monte e gli innumerevoli risultati conseguenti portati avanti dagli scienziati di tutto il mondo. Bisogna cercare di attrarre a queste attività – ha continuato il professore – quanti non comprendono il linguaggio geologico
La guida comprende informazioni sui siti geologici più importanti, di rilevanza nazionale e internazionale, assieme a quelli su cui il parco conta per la valenza della sua candidatura. Seguono, infine, dati tecnici, percorsi e fotografie.
««Nella nostra vita – ha detto Pezzino – abbiamo sempre avuto a che fare con le rocce, ma non ci poniamo mai domande», esprimendo così la volontà di rendere semplice ed efficace un linguaggio generalmente considerato difficile, ovvero quello geologico, per provare a suscitare interesse nei confronti del lettore e renderlo partecipe di una consapevolezza superiore, della bellezza geologica e quindi naturale del luogo, quanto dei rischi in cui può incorrere.
Prima di giungere alla conclusione del suo intervento, il docente universitario ha proposto l’idea di concepire il parco come un laboratorio di studio e osservazione degli effetti morfologici dovuti agli interventi tettonici. Si tratta quindi di analizzare i processi erosivi e, conseguentemente, prendere coscienza dei rischi propri di qualsiasi terremoto, o quantomeno degli effetti che da esso possono riversarsi sulla terra.
«L’obbiettivo – ha concluso – è rendere fruibile il pensiero scientifico, creare interesse nelle persone, divulgare questo grande patrimonio

 

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