NOI E LE MALATTIE SOCIALI

di Eleonora Parise

Quanto è difficile fare del bene al giorno d’oggi? Quanto può costare mettere la propria incolumità molti posti dopo il proprio lavoro? Noi ragazzi del liceo classico Diodato Borrelli, nella giornata del 7 ottobre scorso abbiamo potuto assistere ad una vera e propria “lezione di vita”. Sembreranno parole banali a voi lettori, ma è stato esattamente così. La nostra scuola ha avuto l’onore di avere come ospiti alcuni tra i personaggi più importanti del nostro territorio, tra cui il Prefetto di Crotone dott.ssa Cosima Di Stani, il dirigente dell’ufficio scolastico provinciale di Crotone dott.ssa Rosanna Barbieri e il Questore di Palermo dott. Renato Cortese. Di quest’uomo si conosce il coraggio, è famoso il suo lavoro pubblico, ma per noi studenti è stato curiosissimo poterlo osservare vicino al nostro mondo, trovare la spontaneità di qualcuno che vuole trasmettere veramente un messaggio, all’interno di parole che non sapevano assolutamente di predica. Alcuni pensano sia ormai inutile parlare di mafia, omertà, legalità, in paese in cui ormai, le prime due cose di questa serie sono fatti più che assodati e l’ultima cosa sembra appartenente soltanto ad un gruppo ristretto di sognatori incalliti. Ma non è così. L’indifferenza è il male peggiore che può colpire una società e noi abbiamo il dovere, se non il diritto, di trasmettere e ricevere informazioni di questo cancro che da sempre è stato chiamato comunemente “mafia”. Insieme ai nostri ospiti abbiamo potuto riflettere e osservare come essa ormai si riesca a nascondere nelle piccole cose, cose che ci sfuggono alla vista e al pensiero perché consideriamo banali e scontate. Ci siamo sentiti, al termine del dibattito, in dovere con noi stessi e con il nostro Paese, perché certamente un piccolo gesto non cambierà le cose, ma ci avvierà verso un processo di cambiamento in cui tutti, con lo stesso coraggio e lo stesso impegno, possiamo un po’ diventare il dott. Renato Cortese.

Potrebbero interessarti anche...